La via delle Castagne

Con il passare degli anni le abitudini cambiano, ma talvolta ci sono esperienze che lasciano un ricordo a ”cinque sensi”. Li senti nella pancia, li vedi, assapori un gusto, annusi un profumo che persino a distanza di anni sapresti riconoscere dappertutto. La nostra storia di vita ci dice che quelle cose per noi importanti, significative, quel “ricordo che non dimenticherò”, è sempre legato a un’esperienza reale, concreta, vissuta, toccata, sudata, profumata. Una tale esperienza, vissuta già da bambini, è quella legata alle castagne: la raccolta nel bosco dai colori caldi autunnali, lo stare insieme con la famiglia attorno al fuoco per la cottura, il profumo di caldarroste, conosciute anche come Börole, che nei mesi di ottobre e novembre sono l’occasione per incontrarsi nelle piazze di paese… L’esperienza delle castagne è un po’  un’ esperienza nella quale il nostro corpo, le nostre relazioni, le nostre abitudini possono ricordare anni passati e rivivere la tradizione secolare delle famiglie orobiche che per secoli si sono raccolte davanti al camino in attesa di assaporare la castagna arrostita sul fuoco.  La “ Via delle Castagne” vuole far rivivere un’emozione che la maggior parte di noi ha vissuto oltre che far conoscere l’importanza della castanicoltura che, non dimentichiamo, ha avuto un ruolo strategico per la sopravvivenza di una larga fascia di popolazioni abitanti la fascia montana e prealpina.
Perchè una via delle castagne?
La “Via delle Castagne” vuole essere anche un sentiero didattico per famiglie e scuole per scoprire con occhi diversi un versante prealpino e il suo clima, una selva di castagne con il suo sottobosco. La “Via delle Castagne” si presenta come una testimonianza di un momento storico culturale delle contrade zognesi da trasmettere a famiglie e a scolaresche che possono, a seconda delle stagioni, scoprire come, per necessità l’istinto umano si è adattato a sfruttare i tesori del nostro territorio.  Durante il tragitto infatti vengono presentati non solo le caratteristiche specifiche del frutto, del castagno e del riccio, bensì i possibili utilizzi in cucina oltre al mondo naturale strettamente collegato. Basti pensare al miele di castagno che ha una stagionalità primaverile, agli insetti che abitano le selve e a specifici muschi o funghi che nascono in concomitanza  con una selva, tesori visibili nei vari periodo dell’anno. La “Via delle Castagne” è l’occasione per riscoprire il fascino del borgo rurale di Piazza Martina, alle pendici  del Canto Alto, che conserva tutt’oggi antiche costruzioni di stampo medievale e conserva quindi un valore storico da valorizzare. Il sentiero infatti riprende un’antica mulattiera, molto frequentata da coloro che da Zogno o dai paesi limitrofi erano diretti in Valle Seriana, un collegamento commerciale con antichi resti di fattura umana ancora visibili. Non solo quindi un sentiero da percorrere in autunno per conoscere la tradizione della raccolta, conservazione e consumo della castagna, bensì un sentiero che scateni in coloro che lo percorrono un’emozione personale e un ricordo della tradizione.

Per la promozione del sentiero oltre che i cartelli didattici, sono state realizzate una cartina esplicativa del “La via della Castagna” ed una brochure sul mondo della castagna