NATURA

Zogno, centro di fondovalle, con le sue popolose frazioni offre un paesaggio da visitare ed esplorare, un territorio da vivere… e il complesso carsico “Grotte delle Meraviglie”.

 

grotte_delle_meraviglie_02Le Grotte delle Meraviglie

Esplorate per la prima volta nel 1932 dal Gruppo di speleologi guidato da Ermenegildo Zanchi, furono in breve tempo fra le prime grotte turistiche d’Italia (1939).
Il complesso delle Grotte delle Meraviglie, pur nella sua modesta estensione, presenta spunti di notevole interesse sia per la comprensione delle vicende geologiche legate alla formazione della cavità, sia per i fenomeni carsici che vi sono riccamente rappresentati.
Un complesso di gallerie di antica formazione, irregolarmente circolari che confluiscono in stupende grotte. (continua)

I Roccoli

Uno degli elementi più belli e caratteristici del paesaggio in Valle Brembana è quello costituito dai roccoli. Nati in epoca medievale come fonte integrativa di sostentamento della magra economia rurale, essi rappresentano un importante capitolo dell’architettura spontanea e della cultura rurale della Valle Brembana. Utilizzati per la cattura degli uccelli, sono il risultato della sinergia tra una secolare passione venatoria, assai diffusa nei nostri paesi, la grande conoscenza dell’avifauna e una raffinata tecnica silvicolturale, proprie delle popolazioni di montagna. Malgrado molti siano andati perduti per abbandono, ve ne sono ancora decine che si stagliano con il loro profili sulle dorsali, sui poggi e sui crinali, lungo le linee migratorie  della avifauna. (continua)

La via delle Castagne

Con il passare degli anni le abitudini cambiano, ma talvolta ci sono esperienze che lasciano un ricordo a ”cinque sensi”. Li senti nella pancia, li vedi, assapori un gusto, annusi un profumo che persino a distanza di anni sapresti riconoscere dappertutto. La nostra storia di vita ci dice che quelle cose per noi importanti, significative, quel “ricordo che non dimenticherò”, è sempre legato a un’esperienza reale, concreta, vissuta, toccata, sudata, profumata. Una tale esperienza, vissuta già da bambini, è quella legata alle castagne: la raccolta nel bosco dai colori caldi autunnali, lo stare insieme con la famiglia attorno al fuoco per la cottura, il profumo di caldarroste, conosciute anche come Börole, che nei mesi di ottobre e novembre sono l’occasione per incontrarsi nelle piazze di paese… L’esperienza delle castagne è un po’  un’ esperienza nella quale il nostro corpo, le nostre relazioni, le nostre abitudini possono ricordare anni passati e rivivere la tradizione secolare delle famiglie orobiche che per secoli si sono raccolte davanti al camino in attesa di assaporare la castagna arrostita sul fuoco.  La “ Via delle Castagne” vuole far rivivere un’emozione che la maggior parte di noi ha vissuto oltre che far conoscere l’importanza della castanicoltura che, non dimentichiamo, ha avuto un ruolo strategico per la sopravvivenza di una larga fascia di popolazioni abitanti la fascia montana e prealpina.
Perchè una via delle castagne?
La “Via delle Castagne” vuole essere anche un sentiero didattico per famiglie e scuole per scoprire con occhi diversi un versante prealpino e il suo clima, una selva di castagne con il suo sottobosco. La “Via delle Castagne” si presenta come una testimonianza di un momento storico culturale delle contrade zognesi da trasmettere a famiglie e a scolaresche che possono, a seconda delle stagioni, scoprire come, per necessità l’istinto umano si è adattato a sfruttare i tesori del nostro territorio.  (continua)